Cenni sul territorio

La vacanza in montagna, per essere goduta, esige esercizio fisico: passeggiate quotidiane verso borghi, torrenti, boschi, crinali.
Tutto il territorio del comune di San Benedetto val di Sambro lo consente al meglio, percorso da viottole e sentieri che conducono da un paese all’altro per la via più breve, inoltrandosi tra prati e macchie in un susseguirsi di paesaggi rigogliosi di verde: querce, castagni, faggi, abeti… Nel folto, quasi usciti dalle favole, cinghiali, daini, caprioli e addirittura il lupo.
Ed ecco, improvviso, apparire la meraviglia del lago di Castel dell’Alpi, formatosi nel 1951 a seguito di una frana che ostruì il corso del Savena, delimitato da un facile sentiero che consente di percorrerne le rive.
Il ritrovamento, in mezzo alle faggete, di un’antichissima strada selciata, accertata come romana, apre interessi non solo ecologici al turista.

La stessa storia contadina segna ancora i luoghi, che conservano gli edifici di severa bellezza che la distinguevano: muri in sasso, stipiti e architravi di arenaria, tetti a lastre, borghetti di case agglomerate. Assieme a campanili e chiese, perfino commoventi nella loro devota semplicità, sono monumenti della nostra montagna.
Un itinerario pieno di fascino è infatti quello offerto dalla visita ai borghi rurali, fra i quali segnaliamo Qualto e Musolesi. Restaurati di recente, vantano edifici datati intorno ai secoli XV-XVI. A Qualto in particolare si può ammirare Ca’ di Bastiano, preziosa per la tipica, e ormai rara, entrata balchionata.
Altri edifici storici tardomedievali sono da visitare a Pian del Voglio, feudo dei conti De’ Bianchi fino all’età napoleonica. Ma la costruzione forse più antica e certo di maggior suggestione è la casa torre di Poggio Suizzano, in parte databile al ‘300 e splendidamente restaurata.
Ultima doverosa segnalazione: accanto alla stazione ferroviaria di San Benedetto sorge il monumento a ricordo delle vittime dell’attentato al treno Italicus il 14 agosto 1974.