Piano del Voglio
Percorrendo
l'Autostrada del Sole inoltrandoci sull'Appennino Tosco-Emiliano, in una
bellissima valle suggestiva, ricolma di verde,
incontriamo l'uscita di Piano del Voglio.
L'agglomerato storico a 612 m. sul
costone destro del torrente Setta. Si estende in un'area di circa
15 Kmq.: dal confine toscano ad oltre il Rio
Voglio, dal torrente Setta al monte
Bastione 1190 m.; dalla cui sommità, la bellezza dello scenario
in mattini tersi l'occhio può spaziare fino al mare Adriatico ed ai
monti Lessini del
Veneto.
Importante centro
turistico con Camping e zone residenziali: Ginestrella, Valserena, Pian di
Balestra. Folti boschi di castagni, conifere e sorgenti salutari.
Fioriscono industrie ed attività artigianali e commerciali. Ricco di storia e di prestigio. Paese di nobili tradizioni musicali: esiste un Corpo Bandistico fondato fin dal 1923.
ORIGINI STORICHE
Il prolungamento della strada romana Cassia costruita a nel 187 avanti Cristo, da Firenze collegava Bologna attraverso l'Appennino toccando il Passo della Futa, monte Luario, monte Bastione, monte Venere, entrando poi nella valle del Savena quindi S. Ruffillo e Bologna. Ancora oggi nei pressi del monte Luario si trovano reperti di ossa umane probabilmente di un cimitero dell'epoca. Per questa strada di grande. importanza passarono illustri personaggi come Carlo Magno, S. Ambrogio e tanti altri, nonché teatro di battaglie fra Goti e Bizantini 537-538. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, questa valle fu invasa dai Longobardi, storicamente note sono le battaglie dell'Esarcato di Ravenna dell'Impero Romano d'Oriente contro i Franchi e Longobardi nelle zone di Lagaro e Montovolo. In seguito il governo fu affidato ai Conti Carolingi, poi alla potente Matilde di Canossa che tanto fu temuta dai regnanti dell'epoca, non esitò a guerreggiare contro il cugino l'Imperatore Enrico IV di Franconia, nella battaglia di Mongardino avvenuta nell'anno 1092, in aiuto della Marchesa accorsero anche i Conti Alberti di Prato. Nel Medio Evo fu costruita un'altra strada: Passo della Futa, Bruscoli, Piano, Qualto, Montevenere. Non meno importante della prima, vi transitarono: Federico Barbarossa, Leonardo da Vinci, Nicolò Macchiavelli ed altri illustri personaggi.
I CONTI ALBERTI
Di
origine longobarda s'insediarono a Mangona verso la fine del X secolo, furono
guelfi per convenienza: poiché non intendevano pagare
alcun tributo all'Imperatore. In seguito si
estesero per tutto l'alto Mugello, in
particolare a Bruscolo, oggi Bruscoli. Papa Onorio III concedette
in feudo agli Alberti nel 1220: Piliano, oggi Piano del Voglio, Arigaza,
oggi Baragazza, Badi, Casio, Monteacuto Vallese, comunque tutto il
territorio fra il fiume Reno ed il torrente Savena.
Un Conte Alberti avendo sposato una Panico ricevette in dote le terre di Badolo, Livergnano e Pianoro, vendute poi nel 1220.
Nel 1276 Alessandro Alberti fu Capitano della Montagna a Castel di Casio, investitura datagli dal Comune di Bologna. Però nel 1327 furono in guerra contro il Comune di Bologna per la contesa del Castello di Baragazza, la vittoria fu dei bolognesi guidati da Giuliano Malvezzi. Ed infine gli Alberti di Bruscoli in lotta con i Panico 1372, per motivi di dote. Poi fra di loro fratelli: Alberto, Antonio e Pinello; Alberto scacciò Antonio ed uccise Pinello e s'impossessò di tutte le terre.
Dopo una breve riconciliazione col fratello Antonio, Alberto cedette al Governo di Bologna nel 1383 la sua parte di possedimenti di Bruscoli, Piano e Baragazza per 3000 fiorini d'oro ed ottenne l'indulto per tutti i suoi molteplici misfatti.Si trasferì a Bologna, amico dei Maltraversi con loro prese parte a numerosi tumulti, ed infine, ottantenne fu condotto in Piazza e impiccato nel 1399. Gli storici lo giudicarono uomo scellerato senza rispetto nè per Iddio e nè per l'umanità. Come lui si comportarono quasi tutti gli Alberti dell'epoca. Dante nel XXXII Canto dell'Inferno parla degli Alberti conficcati nel ghiaccio della Caina.
I CONTI de BIANCHI
Nell'anno 1386 a Piano venne inviato Pietro Bartolomeo De Bianchi, uomo
illustre, ambasciatore del Governo di Bologna presso il Re
di Francia al quale venne concesso in enfiteusi tutto il territorio di Piano,
Bruscoli fu ceduto al Comune di Firenze. Portò la pace e la concordia agli
abitanti del luogo, governò saggiamente; dopo
una breve amministrazione dei Conti Dall'Armi 14731477, Piano fu reso alla famiglia De Bianchi e sotto il loro potere pro-
sperò fino al 1796. Piccolo stato indipendente con proprio statuto e la
reggenza di un Governatore coadiuvato da 16 consiglieri popolari.
I De Bianchi concedettero ospitalità alla
famiglia De Medici, quando scacciati
da Firenze dai contendenti al Principato capeggiati da Pier Capponi, e
per la benemerenza ricevuta donarono lo stemma e la concessione a chiamarsi: De
Bianchi De Medici. In seguito una nobildonna
De Medici sposò un Conte De Bianchi. Nel 1534 Clemente VII Papa mediceo,
per l'ospitalità concessa alla sua famiglia elevò i De Bianchi a Cavalieri e
Conti Palatini e rinnovò l'indipendenza del territorio di Piano.
Verso la metà del 1700 ospitarono anche il
famoso Cardinale Prospero Lambertini divenuto poi Papa Benedetto XIV.
Sempre verso la metà del 1700 il Governatore Morelli, approfittando
dell'assenza dei Conti De Bianchi residenti a Bologna, impose eccessive
sovrattasse e restrizioni nell'uso dei pascoli, ciò provocò una vigorosa
protesta che si concluse con alcune condanne.
Nel 1796 il glorioso Feudo cessava con l'avvento di Napoleone, Piano fu
annesso di forza alla Repubblica Cisalpina.
PIA
NO DEL V0GLIO
I
Decaduto lo Stato Pontificio e proclamato il Regno d'Italia 1861, in base ad una legge di revisione toponomastica il Comune di Piano assunse il nome di Piano del Voglio 1862.
Nel 1871 la sede comunale fu trasferita a S. Benedetto Val di Sambro e nel 1924, per un favoritismo dell'epoca, fu cambiata la denominazione.
Inutile trascrivere le proteste degli abitanti di Piano del Voglio impotenti per queste vicende.
A Piano del Voglio segnaliamo:
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