Montefredente altitudine m. 693 - Abitanti n. 465.
La parte nuova del paese si è sviluppata ai lati della provinciale
del Sambro, che fra l'altro porta al casello autostradale
di Piano del Voglio. È ottimamente mantenuta
anche la strada che dal centro di Montefredente conduce
a Ripoli e alla stazione ferroviaria. Questa favorevole
situazione ha consentito alla popolazione di
trovare comodo e soddisfacente lavoro pur rimanendo nelle proprie case e sulla
propria terra, che ancora coltiva con
passione. Numerosi sono infatti gli edifici rurali ristrutturati e ammodernati, freschi e puliti in mezzo al verde del podere
abitato e coltivato dal proprietario e dalla sua famiglia.
La chiesa, dedicata a S. Giorgio, è stata ricostruita nel 1906. L'interno stuccato e ridipinto nel dopoguerra si presenta splendido. Il campanile è rimasto di stile romanico come fu costruito nel 1831, cioè senza guglia a differenza di quanto avvenuto per le torri campanarie dei paesi vicini.
Ma le borgate più segnate dal tempo sono in alto, più
vicine al crinale appenninico che al torrente Setta, come
usava in passato
per difendersi da alluvioni e bande di
malviventi: Borgo e Faldo, agglomerati di antiche costruzioni
oggi rimodernate, ma che in architravi nascosti e nei muri in sasso non al tutto
intonacati conservano le tracce originali della cultura montanara.
Vanto di Montefredente il primato sportivo e più propriamente calcistico conquistato nel Comune in forza della passione pronta alla rinuncia e al sacrificio dei suoi giovani, stimolati anche dall'esempio di un loro coetaneo che salì, inatteso ma meritevole, alle platee della serie A e B