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Cosa c'è da vedere o da fare


Ippovie, percorsi segnalati del Cai, lunghe passeggiate tra i boschi. E' quanto offre agli appassionati il territorio di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese, a cavallo tra Emilia e Toscana. La zona, che conta tre alberghi (a Pian del Voglio, Castel dell'Alpi,Madonna dei Fornelli), propone anche specialità della gastronomia montanara e dei suoi sapori forti come tortelli di patate, cinghiale e polenta, frittelle di castagne oltre a tartufo bianco e funghi porcini. L'area comprende vari borghi storici, raccolti attorno a tre vallate: Sambro,Setta e Savena.

LINK agli argomenti:

* Trekking            * Pesca sportiva        * i Rospi       * in bicicletta     *la flora   * percorsi escursionistici

 

                 

andate al sito http://becquerelzeviri.splinder.com/ e leggerete una lungo e interessante resoconto di una traversata a piedi dell'Appennino Tosco Emiliano , e in particolar modo della terza tappa (da Traversa a Madonna dei Fornelli), il tutto corredato da riflessioni e belle immagini. Il percorso è stato effettuato nel settembre 2007 e il resoconto ha per titolo "Via degli Dei 2007- da Fiesole a Madonna dei Fornelli "

Ambiente e storia del luogo:  

.La Via degli Dei:
è un percorso ricostruito recentemente, fine anni 50, sulle direttrici di antiche Vie di cui la principale è rappresentata dalla strada romana  “Flaminia militare”  che s’intreccia con percorsi medioevali, Etruschi ma anche più antichi. La strada romana fa fatta costruire dal console Caio Flaminio (numerosi sono i documenti scritti ritrovati) per tenere occupate le truppe militari in tempo di pace ma anche per valorizzare un percorso, quello appenninico, di grande importanza strategica.
Il tratto di strada che ci interessa è quello che dal Mugello arriva fino a Bologna, attraversa il passo della Futa, monte Luario (dea Luna), Monte Venere, Monzuno (mons junonis), monte Adone; da questi
toponimi è facile capire perché il percorso è stato poi denominato Via degli Dei.
I selciati di strada romana sono ben visibili, specialmente sul tratto appenninico, in alcuni tratti sono curati, periodicamente ripuliti dalla vegetazione e segnalati con dei cartelli.

Il percorso è ricco di storia, di curiosità e di bellezze naturali, ve ne proponiamo alcune oltre all’interessante strada romana già descritta.

Cimitero Monumentale:
E’ situato in posizione ben visibile in prossimità dell’imbocco del sentiero, in cima al passo della Futa, primo passo appenninico carrozzabile, fatto costruire da Leopoldo di Lorena nell’anno 1749. Questa interessante struttura raccoglie le spoglie di 30.665 vittime della seconda guerra mondiale, inaugurato nel 1969 è il sacrario germanico in Italia più grande e testimonia, proprio in questo luogo teatro delle battaglie di sfondamento della famosa linea gotica, la crudeltà della guerra.

Monte Poggiaccio:
sul crinale del monte Poggiaccio, segnalato con un cartello CAI, appena usciti dal sentiero ci possiamo imbattere in dei ruderi. Certi studi archeologici fanno risalire questa interessante costruzione ad un antico “castelliere” di popolazioni Liguri sicuramente presenti in epoche pre-etrusche nel Mugello. Successivamente questa costruzione fu utilizzata come fortilizio a protezione della viabilità appenninica infestata di briganti.

Passeggere e Piana degli Ossi:
Questa zona fu un importante crocevia viario, fra la direttrice Bologna-Firenze e quella Romagnola-Pistoiese. In località Piana degli Ossi è possibile ammirare l’entrata di una delle
sei fornaci per la cottura della calce. Queste fornaci di fattura antichissima testimoniano la vitalità e l’importanza che un tempo avevano questi luoghi per noi oggi sperduti. Le fornaci sono state rinvenute, studiate e successivamente ricoperte per evitarne l’inevitabile distruzione. Pian di Balestra, come la denominazione tradisce, era una località che nel XIII era famosa per la produzione di lance e balestre commercializzate nel vicino paese di Castel dell’Alpi. 

Monte Galletto – Le Croci:
Monte Galetto è un luogo molto bello per la spettacolarità dei panorami che offre, sulla nostra destra si spazia dalla Futa per Monghidoro fino a tutta la Valle del Savena fino ad intravedere la distesa della Pianura emiliana, sulla nostra Sx si vedono le più alte cime dell’Appennino emiliano, Il corno alle Scale ed il monte Cusna. Sulla cresta del monte attira l’interesse una distesa di eliche per la produzione di energia eolica. Poco più avanti arriviamo all’ antichissima borgata “Le Croci”. Era questo un luogo di ritrovo e ristoro per i Viandanti che si apprestavano ad attraversare l’Appennino; qualcosa di simile doveva essere l’osteria Bruciata sul versante Mugellano, che però è andata perduta.

Monte Adone:
Imponente, ancorché non alto, si erge come spartiacque fra la valle del Savena e del Setta è il baluardo del contrafforte pliocenico Bolognese, emerso circa quattro milioni di anni fa,  le acque del mediterraneo e le erosioni causate dai forti venti hanno conferito il caratteristico aspetto a torre dolomitica. Dalla sua sommità si gode di un panorama a 360° imperioso. Per gli esperti e gli amanti di fossili questa è una vera miniera.


   trekking

Alcune notizie tecniche sul percorso Segnaletica: Sentieri CAI 019, Dal passo della Futa a Badolo è tutto segnato con due Palle Gialle
Fontane: Le Banditacce, tra Piana degli ossi e La Faggeta

 

Alcune notizie tecniche sul percorso

1) Interessi principali del percorso: sono di tipo essenzialmente escursionistico. Non trascurabile l'interesse archeologico e monumentale-artistico.

 2) Il percorso: dai dintorni di Bologna ai dintorni di Firenze in quattro tappe.

tracciato
PRIMA TAPPA: (Bologna) - Bàdolo (370 m) - Monte Adone (654 m) - Monte Venere (940 m) - Madonna dei Fornelli (770 m) Tempo di percorrenza: ore 7 e ½ Dislivello salita: 1050 m Dislivello discesa: 650 m
   
SECONDA TAPPA: Madonna dei Fornelli (770 m) - Monte dei Cucchi (1140 m) - Monte Poggiaccio (1190 m) - Passo della Futa (900 m) - Monte di Fò (780 m) Tempo di percorrenza: ore 7 e ½ Dislivello salita: 600 m Dislivello discesa: 590 m
   
TERZA TAPPA: Monte di Fò (780 m) - Monte Gazzaro (1125 m) - Passo dell'Osteria Bruciata (820 m) - S. Piero a Sieve (200 m Tempo di percorrenza: ore 7 e3/4 Dislivello salita: 350 m Dislivello discesa: 930 m
   
QUARTA TAPPA: San Piero a Sieve (200 m) - Monte Senario (820 m) - Poggio il Pratone (700 m) - Fiesole (300 m) - (Firenze) Tempo di percorrenza: ore 7 e3/4 Dislivello salita: 800 m Dislivello discesa: 700 m
3) Località di partenza: Bàdolo, raggiungibile con mezzi propri da Bologna (Km 19) o da Sasso Marconi (Km 9) (che è la stazione ferroviaria più vicina).

4) Località di arrivo: Fiesole o Settignano. Con mezzi pubblici alla Stazione ferroviaria di Firenze.

5) Segnaletica: tutto il percorso è attualmente ben segnalato da un logo con due palle gialle (dau bâl zali) che saranno in un prossimo futuro sostituite con un "logo" che sceglierà in via definitiva il Club Alpino Italiano. Attualmente, queste "dau bâl zali" sono state segnate anche quando il percorso coincide con sentieri segnati e numerati dal CAI.

6) Difficoltà: da un punto di vista alpinistico il percorso non presenta alcuna difficoltà e può essere classificato di tipo E (Escursionistico - Facile), eccetto un unico breve passaggio nella terza tappa, dove - scendendo dal Monte Gazzaro verso il Passo dell'Osteria Bruciata, il sentiero è molto ripido. Occorre molta attenzione, specie in caso di pioggia e di terreno scivoloso.

7) Periodo consigliato: Da aprile a ottobre. Poiché ci si mantiene costantemente in quote non molto alte (mediamente fra i 400 e gli 800 m, con punte massime di 1125 m del M. Gazzaro e di 1200 m sul Monte Banditacce) è consigliabile escludere i periodi di grande caldo e quelli in cui è possibile trovare tratti innevati o ghiacciati.

8) Equipaggiamento: normale: da collina medio - alta. I frequenti ed intensi temporali implicano la necessità di indumenti impermeabili (ombrello) e soprattutto buone pedule da montagna.

9) Numeri telefonici utili: quasi tutto il percorso è "coperto" dal campo dei telefoni cellulari, di cui si consiglia di fornirsi per ogni evenienza.

10) Le quote riportate sulle planimetrie del percorso e sulla guida sono quelle rilevate dalle carte topografiche o - in mancanza - con l'altimetro di precisione.

11) I tempi di percorrenza delle quattro tappe e delle singole tratte proposte si riferiscono ad un escursionista di media capacità ed escludono le soste.

  

 
 
 

 
 
 

 
 
 
 


 SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO - MADONNA DEI FORNELLI   ancora da "internet"

A  SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO - MADONNA DEI FORNELLI
Nell'Appennino a sud-est di Bologna troviamo San Benedetto Val di Sambro, che nasce dalla fusione dei comuni di Pian del Voglio e Poggio dei Rossi, entrambi di antichissima origine. Nella zona, tipica meta di villeggiatura estiva, è ricca la tradizione dei Santuari, che qui godono di ambientazioni naturalistiche suggestive: il territorio di San Benedetto si dipana infatti fra le valli del Setta, del Lambro e del Savena. La zona, tipica meta di villeggiatura estiva, è ricca di boschi e sorgenti, dalle cui pendici si godono ambientazioni naturalistiche suggestive. Il lago di Castel dell`Alpi, Monte Bastione con la Strada Romana, l`architettura medievale di Torre Galappio ed il palazzo Ranuzzi a Pian del Voglio, il Santuario di Serra a Ripoli, numerosi mulini sui torrenti Setta e Sambro uniti da una buona sentieristica offrono un territorio adatto alle escursioni ed alla tranquillità.

Da vedere
Interessante il santuario della Madonna della Neve, fatto costruire dagli abitanti di Castel dell'Alpi quale ex-voto per la fine della peste del 1638. Al suo interno una pregevole raffigurazione della Madonna dipinta ad olio su rame. Prima del paese si trova il borgo di Fornello, probabile nucleo originario del paese, risalente al XVI secolo, che conserva ancora le caratteristiche architettoniche originarie. Nei pressi di Madonna dei Fornelli è possibile visitare il borgo di Cedrecchia, a strapiombo sulla valle del Savena, con l'antica chiesa dedicata a San Paolo Apostolo accanto alla quale si erge il campanile in stile romanico eretto nel 1843. Altro borgo d'interesse è quello di Zaccanesca, di origine medievale, che presenta ancora intatte le caratteristiche architettoniche lasciate dai Maestri Comacini. La chiesa di Santa Maria è stata invece ricostruita nel 1922. Infine l'edificio rurale di Ca' di Morelli, datato 1701, un'elegante costruzione gentilizia che ricalca i caratteri tipici dell'architettura rinascimentale.

Informazioni turistiche
tel. 0534/95026


un percorso suggerito in Bicicletta dal Mugello a Bologna attraversando il nostro territorio   (dal sito  : www.quellidelladomenica-mtb.it/)

Dal Mugello a Bologna, quest’itinerario è entrato a far parte del nostro bagaglio di curiosità. Vogliamo provare a raggiungere la nostra meta seguendo il percorso della Via degli Dei e dell’antica Strada Romana “Flaminia Minor”.
Scegliamo di partire da Borgo San Lorenzo e raggiungere il crinale dell’Appennino sulla “Futa” percorrendo la strada della Dogana, il percorso originario ci obbligherebbe il passaggio dall’Osteria Bruciata.
Da Borgo S.L. ci dirigiamo in direzione Barberino di M.llo, arrivati al paese si prende la circonvalazione in direzione Bologna, usciti dall’abitato sulla Sx si seguono i cartelli Mangona e successivamente Mangona fino ad arrivare  alla fattoria dela Dogana. Da qui si prosegue per la strada sterrata fino a superare la cabina dell’Enel, poi si prende la deviazione a Sx e si sale fino al crocevia del passo Citerna.

Poco oltre il monumentale cimitero dei soldati tedeschi, caduti durante la seconda guerra mondiale, imbocchiamo sulla destra il sentiero g019g ed entriamo nel folto del bosco. La strada si fa “tecnica”. Si sale seguendo la segnaletica Cai oppure quella caratteristica della Via degli Dei (due palle gialle). Si possono seguire anche, per questo tratto, dei cartelli che indicano gli scavi archeologici della strada romana. Dopo circa un paio di Km iniziano degli affioramenti di brevi tratti di strada romana. La vetta di monte Poggiaccio si raggiunge dopo aver trascorso circa 3,7 Km dalla strada asfaltata. Si scende leggermente per circa 700 metri fino a raggiungere una radura di ginestre, “Le Banditacce”, sulla destra un indicazione segnala a circa 50 metri una fonte.

 

KM totali

KM parz.

Slm

Dsl %

Media

Tmp parziale

Tmp Totale

Borgo San Lorenzo

0

0

193

0.00

 

 

 

S.Piero

5.0

5

211

0.36

24.00

0.12.30

0.12.30

Bilancino

10.0

5

223

0.24

24.00

0.12.30

0.25.00

Barberino

16.0

6

342

1.98

10.00

0.36.00

1.01.00

Dogana

27.0

11.0

522

1.64

10.00

1.06.00

2.07.00

Citerna

34.0

7.00

700

2.54

10.00

0.42.00

2.49.00

Futa

35.3

1.27

903

15.98

10.00

0.07.37

2.56.37

bivio traversa

36.4

1.1

970

6.09

7.00

0.09.26

3.06.03

Bivio Poggiaccio

39.0

2.6

1150

6.92

7.00

0.22.17

3.28.20

Le Banditacce

39.7

0.7

1202

7.43

7.00

0.06.00

3.34.20

incrocio Passeggere

40.7

1

1010

-19.20

12.00

0.05.00

3.39.20

Piana degli ossi

41.5

0.8

1045

4.38

12.00

0.04.00

3.43.20

La Faggeta

43.1

1.6

1097

3.25

12.00

0.08.00

3.51.20

asfalto

44.2

1.1

1110

1.18

12.00

0.05.30

3.56.50

Pian di Balestra

44.9

0.7

1060

-7.14

12.00

0.03.30

4.00.20

M.dei Cucchi

46.7

1.8

1138

4.33

7.00

0.15.26

4.15.46

Bonacca

48.1

1.4

890

-17.71

12.00

0.07.00

4.22.46

Cà dei Farini

48.8

0.7

870

-2.86

12.00

0.03.30

4.26.16

Madonna dei Fornelli

49.6

0.8

798

-9.00

14.00

0.03.26

4.29.41

M.Galletto

52.8

3.2

955

4.91

11.00

0.17.27

4.47.09

Le Croci

54.3

1.5

856

-6.60

15.00

0.06.00

4.53.09

Fonte del Mulo

56.9

2.6

875

0.73

15.00

0.10.24

5.03.33

Bivo M.Venere

57.7

0.8

863

-1.50

15.00

0.03.12

5.06.45

Monzuno

60.5

2.8

623

-8.57

15.00

0.11.12

5.17.57

Bivio Furcolo

65.5

5

450

-3.46

15.00

0.20.00

5.37.57

Cà di Mazza

68.3

2.8

413

-1.32

15.00

0.11.12

5.49.09

Brento

69.7

1.4

463

3.57

10.00

0.08.24

5.57.33

M.Adone

71.3

1.6

654

11.94

7.00

0.13.43

6.11.16

C.Campluno

72.3

1

471

-18.30

8.00

0.07.30

6.18.46

Pianoro

84.3

12

390

-0.68

15.00

0.48.00

7.06.46

Bologna

103.3

19

250

-0.74

25.00

0.45.36

7.52.22

 

Dalle Banditacce la strada scende bruscamente, si costeggia un laghetto artificiale e in fondo alla discesa ci troviamo all’incrocio del “Passeggere”. Si procede seguedo la segnaletica in direzione Sud-Nord, trascurando i sentieri di destra che porterebbero alla Raticosa e di sinistra che conducono a Bruscoli. La strada s’impenna e dopo circa 800 metri si raggiunge località “Piana degli Ossi” riconoscibile anche per una tettoia che copre i resti di un’antica fornace per la cottura della calce proseguendo sul sentiero principale si arriva in breve ad un piccolo incrocio. Sulla destra possiamo raggiungere una fonte imboccando la mulattiera in fondo al boschetto a Sx. Costeggiando una recinzione metallica attraversiamo un bosco di faggi e in discesa si raggiunge dopo aver attraversato un cancello loc. “Faggeta”: un rudere basso e allungato d’uso rurale. Da qui una breve salita e ancora affioramenti dell’antica strada, si entra in un bosco attraverso uno stretto passaggio fra due pali e poco dopo si raggiunge “Monte Bastione”, sulla sinistra un palo di ferro indica il confine Toscana-Emilia Romagna poco dopo finisce lo sterrato per ritrovare un tratto asfaltato che conduce al quadrivio del valico di “Pian di Balestra”. All’incrocio si lascia l’asfalto per imboccare una carrareccia che ci porta alle falde del monte “Bastione”. Trascorsi circa 3,2 Km dal Pian di Balestra si raggiunge la borgata “Bonacca”, prendendo la breve deviazione a Dx si può godere della visione di un bel panorama e d’interessanti reperti archeologici, poco dopo siamo già a “Madonna dei Fornelli”. Nell’abitato si segue in discesa via Cà de Farini poi via del Monte, si esce dall’abitato per via Cedrecchia poco dopo si prende la sterrata sulla Sx (via le croci), si sale oltrepassando un quadrivio e superando successivamente una sbarra di legno, si fiancheggiano due antenne per rilevazione metereologiche  e si arriva a Monte Galletto, segnalato da un pilastrino trigonometrico. Scendendo s’incontra un pilastrino segnavia con le indicazioni cai, dopo 59 m dopo si arriva all’agriturismo “Le Croci”. Dalla trattoria la strada risale leggermente fino ad arrivare ad un tratto asfaltato, prima di raggiungere la pineta sulla sinistra la “Fonte del Mulo”; continuando per la strada asfaltata dopo circa 800 metri si arriva al bivio per Monte Venere con una strada carrozzabile prima e poi con una carrareccia ci ritroviamo presto a Monzuno fino in P.zza XXIV Maggio.

 
Usciti dalla Piazza sulla Sx si trova una sterrata che ci porta all’antico edificio
dell’Ospitale da dove si prende l’asfalto che in 5 Km, strada provinciale n° 59, ci porta al bivio Furcolo. Appena superato  il bivio sulla Sx si imbocca la strada vicinale che in lieve discesa ci porta al bivio “Cà di sotto”. Si riprende l’asfalto che in circa 4 Km ci porta a Brento.
Da Brento possiamo seguire la strada sterrata che aggira Monte Adone abbreviando  il percorso, ma se la giornata lo permette si consiglia di prendere il sentiero sulla Sx e salire rapidamente a “Monte Adone” fino alla grande croce metallica da dove è possibile ammirare ampi panorami, seguendo  la linea dell’elettrodotto si scende fino a Campiuno e seguendo il crinale si arriva a Badolo.
Da Badolo si prende la strada asfaltata che in 19 Km ci porta a Bologna

 

 

 

 

 


                              Pesca sportiva  :

 

Più delle parole valgono i fatti documentati da una bella fotografia

Ce l'ha inviata Lele Stefanini ed è stata scattata solo qualche giorno fa. Ovviamente essendo una corretta "pesca sportiva" (CON ESCA ARTIFICIALE A SPINNING ) questo enorme luccio è stato pescato, fotografato e rimesso subito dopo in acqua.

(Lago di Castel dell'Alpi - aprile 2009)

 

 

 

 


La valle del Sambro offre molte possibilità per gli amanti della PESCA SPORTIVA .

 Nel lago di Castel dell’Alpi è possibile pescare con vari sistemi : Ledgering, Carpfishing, pesca alla Bolognese e altre varietà.

Fra le varie specie ittiche sono presenti  : Tinche, Lucci, Carpe,Trote ecc.. Inoltre è possibile fare rilassanti picnic sotto le frondose querce o gustarsi le specialità della zona nei vari Ristoranti e Trattorie che si trovano nelle vicinanze del lago.

 

         Nell’alto Savena (v.foto)e nei vari torrenti  della zona si possono effettuare catture di belle trote con le tecniche di spinning, pesca alla mosca e altre.

     

 

Sulla strada che da Castel dell’Alpi porta a Valserena ,a  circa 900 metri slm. ,si trova il caratteristico Lago “Rioletta dove è possibile effettuare la pesca a pagamento . A bordo Lago si trova il  Rifugio Rioletta, dotato di ampio parcheggio e di un parco con sedie e tavolini per  picnic con la famiglia, e  dove si può  gustare un’ottima cucina toscana . Il gestore affitta anche canne per la pesca . Come vedete vi è un ampia possibilità di soddisfare la nostra passione alieutica nel comprensorio del comune di San Benedetto val di Sambro. Vi  aspettiamo per pescate in mezzo alla natura , al silenzio e in totale relax.

(m.genovesi)

 

 


a San Benedetto c'è una importante colonia di ROSPI da vedere: questo il Comunicato stampa:

COLONIA DI ANFIBI LOCALIZZATA NEL TERRITORIO COMUNALE DI SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO IN LOCALITA' TRE PESCI. 

Nel territorio del Comune di San Benedetto Val di Sambro, in località Tre Pesci è presente una colonia di anfibi cosi descritta: Rospo Comune( bufo bufo)(foto1) e Ululone Appenninico(bombina pachypus)(foto2). La consistenza è stimata all'incirca in un migliaio di individui, prevalentemente di Rospo Comune. La colonia vive in un contesto ambientale ancora abbastanza integro comprendente campi e aree boscate ricche di acque sotterranee affioranti in numerose polle sorgive, attraversato da alcuni reticoli idrografici minuti presso la località Ca' di Fiore  confluenti nel laghetto dei Tre Pesci  formatosi molti decenni prima del Lago di Castel dell'Alpi.  L'unica minaccia per questa colonia è rappresentata purtroppo dalla presenza della viabilità provinciale che divide in due l'area di vita della colonia , ostacolandone il passaggio tra la zona stanziale e la zona  di accoppiamento e riproduzione ( laghetto Tre Pesci). La migrazione annuale, che avviene in primavera, in un periodo in cui le temperature tendono a farsi più miti  è composta da un' andata verso il laghetto per l'accoppiamento e il deposito delle uova  e da un ritorno pochi giorni dopo sempre nello stesso periodo verso i campi e i boschi di Ca'di Fiore ricchi di acque sotterranee e polle sorgive. In tutti questi anni la popolazione si è potuta mantenere grazie alla presenza del reticolo idrografico minore che in parte assolve a corridoio naturale per la migrazione attraverso i  sottopassaggi stradali. La maggior parte dei rospi però non sempre segue il corso del reticolato minore e cerca di raggiungere il lago di riproduzione in qualunque direzione,  percorrendo perpendicolarmente il tratto della viabilità provinciale, finendo per interferire con la viabilità locale.La  migrazione del rospo inizia verso sera, dopo il tramonto,  per proteggere l'epidermide, e può durare  anche tutta la notte.

Da circa 7 anni un gruppo di volontari ambientalisti cerca di proteggere questa preziosa entità biologica agevolandone la migrazione  prima che percorrano il tratto di strada provinciale che li divide dal laghetto, con la raccolta e il trasporto  in ambo le direzioni degli anfibi che iniziano o concludono la migrazione .Sarebbe opportuno, per un risultato sicuro, prevedere l'installazione in maniera definitiva di barriere in opera in prossimità delle cunette stradali per guidare gli anfibi verso gli attraversamenti sotterranei del reticolato idrografico minore in prossimità della strada  provinciale.


Un esperto botanico ci ha segnalato l'esistenza nelle rive del Lago di Castel dell'Alpi di una pianta interessante

Sparganium erectum (Coltellaccio-Sparganiaceae)
Generalità
: pianta acquatica rizomatosa perenne originaria delle zone umide del continente europeo. Le carnose radici rizomatose affondano sui fondali di piccoli stagni o corsi d'acqua lenti; da esse si dipartono spetti fusti eretti, di colore verde chiaro, ricoperti da grandi foglie dello stesso colore, disposte a ventaglio, larghe, coriacee, che costituiscono densi ciuffi che raggiungono dimensioni anche superiori al metro d'altezza. Per tutta l'estate producono lunghi fusti che portano particolari infiorescenze molto ramificate, costituite da mazzetti di glomeruli tondi, bianco-verdastri, quelli superiori maschili, quelli inferiori femminili. Ai fiori succedono i frutti, piccole bacche tondeggianti riunite in ciuffetti.

           

Percorsi escursionistici

Trekking, Montain Bike, Turismo Equestre

 ·         Percorsi CAI (numerati e segnati in bianco-rosso):

- 019 VIA DEGLI DEI (VD) Monte Galletto - Madonna dei Fornelli - Monte Cucchi - Pian di Balestra - Monte Bastione.

-021 San Benedetto V.S. - S.Andrea – Ripoli

- 025 San Benedetto V.S. - Mulino di Giovannino – Mulino di Federico - Montefredente – Rongrino – Pian di Balestra - VD

- 027 San Benedetto V.S. - VD – Cedrecchia – La Villa di Cedrecchia – Monghidoro

- 041 San Benedetto V.S. - torrente Sambruzzo – Qualto – Rongrino - Monte Cucchi – VD

- 059 San Benedetto V.S. - Gabbiano – VD – Monzuno.

- 911 Castel dell'Alpi – Valdirosa – Cà del Barba (Firenzuola Toscana)

- 913 Castel dell'Alpi – Falgheroni – Cà di Mingoni – Cà del Barba (Firenzuola Toscana)

- 919 Rifugio Rioletta – Cà di Borelli – Sorgenti torrente Savena (Toscana).

·         Altre escursioni :

- Via dei Mulini della valle del Sambro - San Benedetto V.S. - Musolesi – Mulino Nuovo – Mulino di Giovannino – Mulinuccio – Campanara - Costa di su – Cà di Monti – S.Benedetto V.S.