Cedrecchia
Altitudine m. 862 - Abitanti n. 68.
Nella vetta dell'Alpe di Qualto, dice l'antico scrittore, e non lontano dalla via di Monzuno per Firenze, in luogo disagiato e fuor di mano dominato da ogni parte dalla furia dei venti sorge la chiesa parrocchiale di Cedrecchia, antica ma robustissima. A questo modo, ancora alla fine dell'800, i cittadini immaginavano Cedrecchia e quasi l'intera nostra montagna. Battuta dal vento, certo, di marzo o a novembre, più impetuoso sui crinali scoperti che non entro le valli o nelle vie porticate della città. Ma serena a vedersi e bella, vestita dei più dolci colori a seconda delle stagioni per chi a piedi ne percorreva o percorre le strade più appartate e i sentieri solinghi fra prati e macchie.
E in effetti Cedrecchia è luogo ameno e di pace come
pochi altri nella montagna. Sul crinale del Galletto,affacciati
quasi a strapiombo sulla valle del Savena dove
si scorgono da lontano, chiesa e campanili restaurati
ma non rifatti ,vigilano il borgo sottostante che in più
di un edificio presenta su stemmi gentilizi, addirittura
medicei, i segni del passato. Un'osteria, il campo di bocce,
la fontana, viottole erbose che si allontanano invitanti fra i campi dove
pascolano le mucche offrono al
visitatore un'atmosfera fuori del tempo, senza rumori
d'auto o via vai di gente ansiosa, con la voce dei
bambini e le risa delle donne che si odono limpide in
distanza.
Vi si fa ancora il pane nel forno di casa per chi ama i sapori genuini e, per chi vuole ascoltarle, si possono conoscere antiche leggende che favoleggiano del tesoro sepolto sotto il monticello a fianco della chiesa — che, battuto, suona cavo al piede — dove s'apre un misterioso camminamento o galleria di ruinato sovrastante castello e dell'imperatore Barbarossa che vi fece guerra e strage, donde Cederecchia e poi Cedrecchia — sedes o caedes regia, sede e/o strage di re, secondo un poetico percorso etimologico che riportiamo senza avallare.
Un sentiero collega Cedrecchia con il Parco Eolico.