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      Sant'Andrea

Altitudine m. 589 - Abitanti n. 189.

A mezza costa sul versante sinistro della valle del Sambro, come dice il nome, proprio in faccia a S. Benedetto, dove fino a qualche decennio fa si andava d'abitudine a piedi lungo una viottola ripida atta a gambe e cuore buono, at­traversando il torrente a guado o sulla passerella di legno: passeggiata che ancora si consiglia a chi ama camminare. Il paese si distribuisce lungo la provinciale del Sambro in pił borgate: S. Andrea, appunto, Cą dei Fabbri, la Torre — toponimo che ne sottolinea, assieme a rustiche case dagli spessi muri di sasso, l'antica esistenza. Un'altra borgata che merita d'essere visitata č l'Osteria dei Ruggeri, in cima al crinale, prossima al monte Armato. In faccia al sole di po­nente, un'atmosfera ferma e serena accoglie chi si adden­tra fra le aie e le vecchie case rimesse a nuovo.

Di qui una viottola s'inoltra fra i campi e le macchie fino a mutarsi in viale di pini per salire alla cima del monArmato, dove, distrutto dalla guerra nel 1945, sorgeva l'omoni­mo santuario. Solo qualche pietra ora. La visita comunque ripaga il viandante. Vi si gode l'amplissima vista delle valli attorno: del Setta, Voglio, Sambro, Sambruzzo, Riomaggio... Un altro monumento nel territorio della frazione sta per andare del tutto in rovina, il Castelluccio, citato nei testi come un complesso medioevale di rara e, fino a trent'anni fa, ben conservata bellezza. La casa padronale balchiona­ta con eleganti colonnine d'arenaria, architravi segnati dai maestri comacini, stemmi gentilizi, antiche feritoie, solidi fabbricati rurali attorno alla corte, abbeveratoio in sasso con l'immagine scolorita dal tempo della Madonna... quasi niente resta di tutto questo: il luogo comunque merita di essere visitato.

La chiesa di S. Andrea possedeva tele di pittori famosi. Sicuramente una dell'Albana, stolidamente venduta nel 1923, una pregevole Assunta di ignoto pittore (con tanto di leggenda legata al Castelluccio) proveniente dal distrutto oratorio di monte Armato, rubata nel 1974, e una Visitazione, ancora esistente, di dubbia attribuzione al Reni e certo rimaneggiata, ma che comunque va vista.

Una strada in salita parte poco avanti la Chiesa e si inerpica per la montagna con ampi paesaggi sul versante orientale.

(panorami estivo e invernale)